LAGO SANTO

 
 
“Tra faggi sussurranti, rifrangenti
ne la fresca mattina
sinfonie di profumi, iridescenze
di sole ne l’alterne
soste e danze de l’ombre sopra l’erba,
s’apre, occhio azzurro – verde,
contornato  di massi e molli prati,
il Lago Santo.”*

 

Il Lago Santo, situato a 1501 m s.l.m., è di origine glaciale, lo testimonia la morena che lo circonda, creando un confine naturale e di rara bellezza, questo è il lago naturale più grande di tutto l’Appennino modenese.
Il lago è lungo 550 metri e nel punto di maggiore larghezza misura 191 metri, la profondità raggiunta è di 13 metri, anche se in passato si toccavano i 25 metri, infatti, il limo e i detriti che cadono dalla roccia hanno notevolmente diminuito la sua portata. Il Lago Santo è alimentato da tre immissari: uno scende dalla Boccaia, un altro dalla costiera della Serra e il terzo dal terrazzo della Borra dei Porci; c'è invece un unico emissario posto all'estremità sud nei pressi del Rifugio Vittoria. Lo specchio d’acqua è circondato da una vasta vegetazione, soprattutto da faggi, ma non mancano gli abeti e i larici; come in tutto il territorio, si trova un fitto sottobosco con fragole selvatiche, mirtilli e lamponi. Se oggi la vegetazione abbonda, negli anni 30’ il lago era circondato da roccia nuda, infatti, gli abitanti delle zone limitrofe utilizzavano la legna degli alberi come combustibile per riscaldare le abitazioni e per fabbricare i remi delle barche.
Non è raro avvistare volpi, cinghiali e l’aquila reale; recentemente hanno rifatto la loro comparsa sulle vette più alte anche il lupo e la vipera.
Negli anni della seconda Guerra Mondiale, il lago era percorso dalla linea gotica ed era diventato un rifugio ideale per gli alleati; per questa ragione sul fondale sono stati recuperati dei reperti bellici risalenti a quell’epoca.
Le sponde del lago, oltre ad essere dotate di un percorso per i visitatori, conta anche tre rifugi alpini (Rifugio Giovo, Rifugio Vittoria e Rifugio Marchetti) dove poter soggiornare in totale relax ed degustare i sapori tipici del luogo.
Il Lago Santo è anche il punto di partenza per escursioni e ciaspolate verso il Monte Giovo a 1991 m s.l.m., sulla cui cima di erige la Croce degli Scout.
Il lago, durante l’inverno, è ricoperto da una lastra di ghiaccio di 60 cm, che custodisce il suo patrimonio fino alla primavera.
Qui, si possono trovare varietà di pesci non legati alla produzione delle fario S.V.A., poiché, in passato i pescatori pescavano “col vivo”, cioè portavano al lago pesci di varie tipologie e a fine giornata riversavano in acqua quelli non utilizzati. Oggi si possono trovare barbi, cavedani e tinche, pesci non autoctoni della zona.
Nel lago vengono immessi regolarmente dalla S.V.A. esemplari adulti di fario, salmerini e steel head. I diritti di pesca nel Lago Santo appartengono ai soci della S.V.A. (Società Valorizzazione Abetone), anche se dal 21 luglio al 21 agosto la pesca è aperta persino al pubblico, pur rimanendo disciplinata attraverso un regolamento interno e con presenze giornaliere limitate, preservando così i propositi di sostenibilità e conservazione dell’area.
Nelle acque del Lago Santo ci sono tre tipi di pesca consentiti: a mosca, a spinning e con lombrico/camola.
La pesca con lombrico e camola prevede la cattura obbligatoria, in questo caso il pesce non può essere ributtato in acqua e possono essere trattenuti un massimo di cinque esemplari, a prescindere dalla loro misura. Stessa cosa può valere per un pescatore a mosca o a spinning, mentre, se opta per il rilascio, questo può trattenere solo tre esemplari e deve pescare con amo singolo e ardiglione schiacciato. Altrimenti si può praticare il  “catch and release”, senza cattura e pescando sempre con amo singolo e ardiglione schiacciato.

 

 

 

 

 

 
 
 
*Tratto da "Al Lago Santo!...." di Antonio Galli (1994)

I Nostri Luoghi


S.V.A. SOCIETA' VALORIZZAZIONE ABETONE S.R.L Via radici 5, 41027 Pievepelago(MO) | e-mail: svasrl.fario@gmail.com
Fotografie, Loghi, Video e Sito Web, Made by Web Agency Lotrek | Cookie Policy