CEPPO S.V.A

 
La specie polimorfa Salmo trutta è in grado di presentarsi con forme diverse definite ecotipi a seconda dell’ambiente in cui svolge le attività trofiche e riproduttive. Questi diversi ecotipi sono riconducibili a tre grandi gruppi: trota di mare, trota di lago e trota di torrente o trota fario. La trota di torrente o trota fario, si differenzia dalle trote di mare e dalle trote di lago soprattutto nelle minori dimensioni e nelle abitudini. Tipiche abitanti dei torrenti freddi e ricchi di ossigeno, le sue popolazioni sono diffuse in tutta Europa e nell’Asia minore, e rappresentate nelle acque montane dell’Atlante (Africa nordoccidentale). L’attuale diffusione della trota atlantica è determinata dal fatto che questa specie viene usualmente utilizzata a scopo commerciale nelle pescicolture di tutta Europa, grazie anche alle grandi dimensioni che può raggiungere se allevata. È stata anche introdotta con successo in diversi territori di tutti i continenti del pianeta (escluso l’Antartide), dove ha però causato introgressione genetica nelle naturali popolazioni indigene. Le trote fario popolano esclusivamente i corsi d’acqua ricchi di ossigeno e freddi, la cui temperatura si mantenga (durante il periodo estivo) su valori variabili dai 10 ai 15 °C, e non amano le acque troppo rigide e conseguentemente povere di nutrimento. In natura è di solito un pesce di media taglia, superando difficilmente i 2 kg di peso e i 60 cm di lunghezza; tuttavia le sue dimensioni potenziali dipendono fortemente dall’ambiente nel quale vive.
Forme più o meno stanziali, le trote fario vivono e svolgono le diverse attività sempre all’interno di un’area fissa e ben precisa del corso d’acqua, vicino alla quale si trova in ogni caso un nascondiglio in cui gli animali si rifugiano al minimo indizio di pericolo. Nei torrenti italiani, i maschi raggiungono la maturità sessuale nel secondo anno di vita, le femmine nel terzo, quando la loro lunghezza oscilla fra i 20 e i 25 cm; tuttavia anche questo parametro varia in base all’ambiente e all’alimentazione.
La trota fario assume la colorazione tipica degli individui maturi già al termine dello stadio giovanile, allorché la lunghezza si aggira sui 10 cm: caratteristiche sono, in tal caso, le numerose macchie nerastre che coprono il corpo al disopra della linea laterale e quelle “a occhio di pavone”, rosse bordate di chiaro, che corrono lungo tale linea. Nei soggetti giovani sono ben evidenti le macchie “parr” sui fianchi, di colore bluastro.
In complesso, la colorazione della trota fario è però estremamente mutevole, essa sembra essere influenzata, in un certo grado, dalla disponibilità di cibo e in parte preponderante dalla natura del fondo del torrente.
La S.V.A. nel corso degli anni ha sviluppato un ceppo misto perfettamente adattabile alle zone dell'Appennino.
La fario del ceppo S.V.A. vive in un ambiente selvaggio, tra acque fredde e inverni rigidi, eppure si è perfettamente adeguata ai torrenti della Provincia di Modena in cui la società opera, facendo di queste rigide condizioni un suo punto di forza.
Infatti, la fario S.V.A. vive in corsi d'acqua con forti correnti e si caratterizza per la capacità di risalirli con impeto.
Forte, unica e selvaggia: la fario ceppo S.V.A. si distingue dalle altre fario e domina le acque di pertinenza della società per la valorizzazione dell'Abetone.
 

 
Con il contributo del Dott. PierPaolo Gibertoni

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